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Circolo filatelico
Guglielmo Marconi

Marconi oltre gli oceani

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                                IL SERVIZIO RADIOTELEGRAFICO MARITTIMO:
                  LETTERE OCEANICHE, TELEGRAMMI LETTERA, RADIOGRAMMI

                                                                Premessa

Sono quarantasette anni che scrivo articoli di filatelia, ma mai come in questo caso mi sono trovato senza certezze sull’argomento trattato. La mancanza di studi sistematici in materia mi ha costretto a fare un certo numero di estrapolazioni partendo dai dati ricavati soprattutto dal materiale in mio possesso. Inoltre il materiale meno recente (in particolare le lettere oceaniche) non solo è estremamente difficile da reperire, ma spesso è incompleto. Infatti si trovano buste prive del messaggio, o viceversa; nel primo caso può essere impossibile attribuire al medesimo una data certa, mentre nel secondo il percorso del medesimo può rimanere imprecisato, non essendo rilevabili i nomi delle imbarcazioni coinvolte od almeno quello della sorgente, in quanto il nome della nave ricevente talora è riportato a mano sulla busta inoltrata per posta.

Comunque ho deciso di “osare” in modo da dare un contributo alla maggior conoscenza su questo materiale e da stimolare ulteriori lavori sullo stesso.

Marconi: oltre l’oceano

Guglielmo Marconi inizia il suo lavoro sperimentale sulle coste meridionali dell’Inghilterra, e in particolare nel golfo di Bristol, sostenuto dalla neonata Wireless Telegraph and Signal Company, e si sposta poi a La Spezia, ove svolge alcune esercitazioni con il supporto della Marina Militare Italiana che gli mette a disposizione la corazzata San Martino su cui è installato il ricevitore. Al ritorno oltre Manica continua i suoi esperimenti ed alla fine dell’anno il Servizio Governativo dei Fari commissiona a Marconi un impianto per collegare il faro di South Foreland e il battello-fanale di East Godwin, su una distanza di 20 chilometri. Le positive risultanze degli esperimenti spingono Marconi a sfidare la Manica: il 27 marzo 1899 il canale viene scavalcato dai primi messaggi tra South Foreland e Vimereux. Lo scienziato bolognese si trasferisce poi negli Stati Uniti per dare supporto alle regate dell’America’s Cup; il viaggio di ritorno, a bordo del St. Paul, gli permette di testare i nuovi apparecchi dotati di circuiti sintonici. A 110 chilometri dalla stazione di Needles, nell’isola di Wight, la nave inizia i collegamenti, ricevendo anche informazioni su ciò che succede nel mondo, che Marconi stampa sul “Transatlantic Times”, giornale per i passeggeri.

Nel giugno 1900 l’Ammiragliato britannico commissiona 28 impianti per navi da guerra e 4 stazioni costiere, mentre gli armatori ordinano 22 impianti di bordo e 30 stazioni; la prima imbarcazione con la bandiera di Sua Maestà ad installare le apparecchiature è il Lake Champlain della Beaver Line. La compagnia Marconi sfonda anche sul mercato tedesco, fornendo gli impianti per le due stazioni poste rispettivamente presso il faro dell’isola di Borkum e sul battello-fanale che opera vicino alle scogliere di Borkum (fig. 1).

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                             Fig. 1 Annullo commemorativo di Borkumriff per i
                                       90 anni di radio Germania

Nel maggio 1900 viene completata l’installazione sul Kaiser Wilhelm der Große, uno dei 7 impianti commissionati da due tra i principali armatori, la Lloyd Bremen (NDL) e la HAPAG.

Per non entrare in rotta di collisione con il Telegraph Acts, la legge che governa la trasmissione di messaggi da parte di società private, il 25 aprile 1900 viene creata la Marconi International Marine Communication Co., che gestisce il servizio di messaggi facendoli passare come comunicazioni interne. Di fatto, la Marine Company è proprietaria degli impianti, delle stazioni di terra e gli operatori di terra e di bordo sono suoi dipendenti: i suoi clienti sottoscrivono un contratto di affitto per gli impianti con annesse le prestazioni degli operatori. La nuova compagnia riceve commesse da diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Francia, Canada e Belgio, ove nasce la Compagnie de Telegraphie sans Fils con il compito di fornire assistenza non solo alle navi belghe, come la Princesse Clementine  operante sulla linea Dover - Ostenda, ma anche a quelle degli altri paesi dell’Europa continentale. Nel 1902 viene eseguita un’importante dimostrazione in Olanda, tra l’incrociatore Evertsen e la stazione costiera installata a Schveningen. Un nuovo Act del 1904 mette le stazioni costiere sotto il controllo del Post Office e normalizza la situazione della compagnia Marconi, dando notevole impulso all’installazione degli impianti sulle navi passeggeri ed alla trasmissione dei messaggi.

In Italia la Marconi apre la propria attività attraverso le Officine Radio Marconi, con sede a Genova (1906), dopo una lunga trattativa per soddisfare sia le richieste degli armatori, che vogliono garantire al porto genovese un ruolo preminente nel Mediterraneo, sia le condizioni poste dal Governo, che chiede che le apparecchiature installate sulle navi italiane siano prodotte nel nostro paese.

Il successo dell’attività commerciale è superato solo da quello nella ricerca. Nel dicembre 1901 Marconi realizza la trasmissione da Poldhu a St. John’s: un semplice messaggio radio compie un viaggio di 3400 chilometri attraverso l’Atlantico. Gli esperimenti compiuti durante un nuovo viaggio in America gli fanno rilevare la differenza di propagazione durante le ore del giorno e della notte, mentre la campagna sulla Carlo Alberto sino a Kronstadt e poi lungo le coste del Mediterraneo, gli permette di collaudare il nuovo rilevatore magnetico. Nuovi esperimenti sono compiuti durante la seconda campagna sulla stessa nave, diretta in Canada per l’inaugurazione della grande stazione di Glace Bay, che diventa operativa il 15 dicembre 1902. A questa stazione, che potenzia i collegamenti attraverso l’Atlantico, è legato uno storico episodio: il presidente Roosevelt invia dalla stazione statunitense di Cape Cod, inaugurata un mese dopo, un messaggio a quella di Glace Bay perché lo ritrasmetta a Poldhu, contenente un saluto a re Edoardo VII. Invece le particolari condizioni di propagazione fanno arrivare il messaggio direttamente a Poldhu, dando vita, involontariamente, al primo collegamento tra Stati Uniti ed Europa.

Nel suo viaggio sul Lucania, nel 1903, Marconi riceve dalla stazione di Poldhu dei messaggi che vengono pubblicati sul giornale di bordo, il “Canard Bulletin” con il titolo di “Marconigrammi”. Il nome prenderà un altro significato con l’avvio del servizio telegrafico commerciale, come vedremo più avanti.

Gli anni successivi sono dominati dall’entrata in scena delle valvole termoioniche, come il diodo di Fleming, colonna portante della ricerca in Marconi, perfezionato nell’audion di Lee de Forest, che rivoluziona le apparecchiature e consente di raggiungere nuovi livelli di efficienza e di distanza. Il premio Nobel a Guglielmo Marconi riconosce, nel 1909, che egli ha “compiuto i primi grandi esperimenti decisivi e…che il primo successo fu da lui ottenuto grazie alla sua attitudine a combinare ed a perfezionare i molteplici elementi in gioco per ricavarne un sistema pratico e utilizzabile”.

La compagnia Marconi cerca di estendere le sue attività oltre Oceano, ove qualche mese prima aveva già fondato la Marconi Wireless Company of America, ma diversi motivi, dalla legislazione in corso di modifica alla lotta delle compagnie della telegrafia via cavo, costringono alla prudenza; il commerciale, riservato soprattutto alla stampa e alle navi, diventa operativo solo nell’ottobre 1907, grazie alla nuova, grande stazione di Clifden, in Irlanda. Non va dimenticato che le comunicazioni telegrafiche sono già regolate a livello internazionale sin dal 1875 attraverso la convenzione di San Pietroburgo, le cui decisioni sono state periodicamente aggiornate nelle successive conferenze. Quella che si svolge a Lisbona nel 1908 è la decima della serie (fig. 2)

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                         Fig. 2 Cartolina postale con annullo della X Conferenza
                                     telegrafica internazionale (Lisbona 1908)

e si occupa anche di tariffe, un argomento sostanziale per gestire la concorrenza delle compagnie della telegrafia senza fili.

La nascita della Telefunken e la guerra commerciale

Le notizie dei successi di Marconi e delle sue società vengono interpretate diversamente dai vari governi. Quello tedesco intravede il formidabile potenziale delle comunicazioni radio e si adopera per mettere d’accordo due grandi industrie elettrotecniche, Siemens & Halske e AEG, entrambe impegnate in modo significativo nelle ricerche sulla telegrafia senza fili. La Siemens si avvale del prof. Braun, che aveva realizzato nel 1899 il primo collegamento tra Cuxhaven e la Elbe, un battello fanale. Invece l’AEG può contare sul conte Arco (fig. 3)

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                          Fig. 3 Una delle due cartoline postali su commissione privata,
                                    per propaganda della Telefunken, dedicato a Von Arco
                                                                (Germania 1927)

e sul prof. Slaby, che aveva assistito ai primi esperimenti di Marconi a Salisbury su richiesta dello stesso Kaiser; essi collegano nel 1901 la stazione di Cuxhaven con la Deutschland, coprendo 150 km. Nasce così (1903) la Telefunken, con sede a Berlino, che sviluppa i suoi apparecchi secondo il sistema unificato Slaby-Arco-Braun. Anche la Reichpost entra in campo e nel 1905 commissiona alla nuova società la stazione di Norddeich, che per decenni sarà il punto di riferimento per tutte le radiocomunicazioni marittime tedesche e nel 1907 inizia la costruzione della rete di stazioni costiere (fig. 4).


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                             Fig. 4 75° Anniversario stazione radio costiere tedesche

Nel 1902 il viaggio negli Stati Uniti del principe Enrico di Prussia fa scoppiare un caso che avrà pesanti conseguenze negli anni a seguire. All’andata il principe si imbarca sulla Kaiser Wilhelm, ove gli viene mostrata la funzionalità del nuovo sistema sintonico Marconi, mentre per il ritorno viaggia sul Deutschland, appartenente alla stessa compagnia ma dotato di impianti Telefunken. Il principe si accorge che la nave non riesce a mettersi in contatto con le stazioni che usano sistemi Marconi e il fatto viene interpretato come un’aperta sfida da parte degli operatori della compagnia britannica. L’accusa contro la Marconi, che qualcuno spiega invece con un cattivo funzionamento delle apparecchiature tedesche, porta alla convocazione della Conferenza Radiotelegrafica internazionale di Berlino (1903) che con le sue decisioni apre, di fatto, la guerra commerciale tra la Marconi e la Telefunken, un conflitto che si protrae per diversi anni e che si materializza nella non risposta delle stazioni costiere ai messaggi provenienti dalle navi equipaggiate dalla concorrenza. Nel 1906 una seconda conferenza internazionale, svoltasi a Berlino, ratifica le decisioni anche con il supporto del governo britannico che, grazie al Wireless Telegraphy Act del 1904, aveva preso il controllo delle stazioni costiere britanniche. Di conseguenza tutte le stazioni di terra della compagnia Marconi debbono dare supporto a tutte le navi, incluse quelle con apparecchiature di altri fornitori, senza ricavare alcun introito da questo servizio. Per la cronaca, in questa conferenza viene anche stabilito l’uso del messaggio SOS in luogo del CQD usato in precedenza. Nel 1910 il governo di Berlino arriva addirittura a proibire l’uso di apparecchiature straniere a bordo di imbarcazioni battenti bandiera tedesca, subito seguito dal governo austriaco. Questa decisione colpisce profondamente gli interessi commerciali della compagnia Marconi e la spinge al negoziato, che si conclude 14 febbraio 1911 con la costituzione di una società tedesca, la DEBEG (Deutsche Gesellschaft für drahtlose Telegraphie mbH), partecipata per il 45% dalla stessa Marconi attraverso la sua consociata belga. L’accordo contribuisce a migliorare i rapporti tra i due gruppi, in primo luogo attraverso la sistemazione di tutta una serie di diatribe legali concernenti la violazione dei rispettivi brevetti. Viene chiusa così una grossa causa in Australia, intentata dalla Marconi in seguito ai contratti per la costruzione di potenti stazioni costiere, firmati dai governi di Australia e Nuova Zelanda, con la Telefunken. Viene costituita una nuova società, la Amalgamated Wireless (Australasia) Ltd., con il 50% delle azioni in mano alla Marconi, mentre il 44,3% è acquisito dal governo australiano e il rimanente 5,7% va alla Telefunken. Infine, la consociata belga della Marconi viene ricostituita con una distribuzione paritetica delle azioni tra la Marconi, la Telefunken e un consorzio di banche belghe. Il suo nuovo nome è Societé Anonime de Télégraphie sans Fils (SAIT).

Nel 1912 la seconda Conferenza Radiotelegrafica Internazionale, a Londra, aggiorna i regolamenti alla luce dei nuovi e più amichevoli sviluppi e rimuove le limitazioni legate alla nazionalità del fornitore (fig. 5).

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                                    Fig. 5 conferenza internazionale di radiotelegrafia

La DEBEG e le sue lettere oceaniche

Gli obiettivi principali affidati alla DEBEG  (fig. 6, 7, 8) sono tre:

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                           Fig. 6 Affrancatura meccanica della Debeg. (1935)

·        gestione degli apparecchi di bordo delle navi passeggeri dell’intera flotta mercantile tedesca indipendentemente dal fornitore;

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                    Fig. 7 Affrancatura meccanica della Debeg (1941)

·        formazione degli operatori radio;

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              Fig. 8 Affrancatura meccanica Debeg su busta intestata

·        attivazione di punti di assistenza in ogni parte del mondo.

Le apparecchiature installate debbono garantire un contatto regolare e pressoché continuo tra la nave e l’armatore, ma possono fornire un servizio al passeggero, che può inviare o ricevere telegrammi e mantenersi al corrente su ciò che accade nel mondo, grazie ai messaggi che arrivano dalle stazioni costiere. Dalla collaborazione della DEBEG con la Deutsche Reichpost nascono le “Ozean Briefe”. “Una lettera oceanica deve essere considerata come un telegramma consegnato per posta e al momento è ammesso solo dalla nave a terra e non viceversa”: ecco la definizione fornita sul retro del modulo per la trasmissione dei messaggi, che riporta le condizioni del servizio.

La limitata potenza degli impianti di bordo non permette di raggiungere le stesse distanze dei sistemi di terraferma, per cui un piroscafo che viene a trovarsi ad una certa distanza dalle stazioni costiere può solo comunicare con un’altra imbarcazione munita di radio. Le comunicazioni dei passeggeri sono pertanto inviate ad una nave che fa rotta nell’altra direzione, verso terra; e gli operatori provvedono a trascriverle su un apposito modulo di cui una copia viene inserita in una busta, dal caratteristico colore rosso-mattone, che è inoltrata a destinazione, spesso per raccomandata, nel primo porto di attracco. La procedura può essere svolta anche presso l’(eventuale) ufficio postale installato a bordo, che si fa carico del suo tempestivo affidamento al servizio postale terrestre.

·        Tipico esempio di Ozean Brief è il messaggio della fig. 9,

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                      Fig. 9 Ozean Brief trasmessa da CAP TRAFALGAR al
                                CAP ORTEGAL il 24.5.1914

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                         Fig 9B Busta con cui venne recapitata l' Ozean Brief

presentato per l’invio il 24 maggio 1914 sul Cap Trafalgar, che lo ha trasmesso nello stesso giorno al Cap Ortegal, in navigazione all’altezza dell’Equatore, ed è stato registrato il 3 giugno all’ufficio di Lisboa Central della Posta Portoghese, con destinazione Amburgo.

·        Molto interessante è anche il messaggio della fig. 10

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                   Fig. 10  Ozean Brief spedita il 10.10.1913 dal KAISER
                           WILHELM 2 e ricevuto il giorno seguente da
                                   KRONPRINZESSIN CECILIE

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                  Fig. 10B Busta con cui venne recapitata l' Ozean Brief

, redatto il 10 ottobre 1913 dal Kaiser Wilhelm 2 e ricevuto il giorno seguente dall’operatore della Kronprinzessin Cecilie; il giorno di differenza potrebbe significare che ci sono state difficoltà nel raggiungere una nave a portata di ricezione. Tre giorni dopo, alle 4 del pomeriggio, la busta rossa è consegnata a Bremerhafen e in serata arriva a Berlino, come attesta il bollo di arrivo sul retro. Da notare il datario e il timbro di raccomandazione della U.S. Seapost ed i francobolli degli Stati Uniti (uno purtroppo ha preso il volo), dato che sulla rotta dagli Stati Uniti alla Germania la responsabilità delle operazioni dell’ufficio postale di bordo era attribuita alle Poste americane, mentre quelle tedesche gestivano la tratta inversa. E’ significativa la quantità di messaggi inviati: dal 1911 al 1913 vengono predisposti annualmente 50.000 moduli, come da scritta in calce ai medesimi.

·        Il foglio della fig. 11
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                  Fig. 11 Messaggio ricevuto sulla CAP ORTIGAL
                               dalla stazione di Norddeich

fa parte di una coppia di pagine con i messaggi ricevuti il 31 marzo e il 1 aprile 1914 sulla citata Cap Ortegal dalla stazione di Norddeich, distante 1690 miglia marine. Esse sono caratterizzate dai classici fori lasciati dalle puntine da disegno, in quanto sono state esposte come “Giornale di bordo”: le notizie del giorno arrivano da Londra, Buenos Aires, San Pietroburgo, Berlino e Madrid e si riferiscono a fatti di politica ed economia.

 

Lo scoppio della guerra mondiale porta alla rottura dei rapporti con la Germania e la DEBEG rimane di proprietà tedesca, così come la SAIT passa alla compagnia Marconi. Dopo il conflitto la popolarità delle lettere oceaniche prosegue e si allarga, per poi decrescere a metà degli anni venti. Vediamo ancora due lettere della DEBEG:

·        La busta indirizzata a Düsseldorf (fig.12)

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                             Fig. 12 Busta indirizzata Dusseldorf
                                              (tiratura 20.000 copie)

fa un riferimento ad una tiratura di 20.000 pezzi nel 1927, ben sotto ai 50.000 dei primi anni.

·        Anche la lettera inviata dal Menes al Kulmerland il 17.4.33, con destinazione finale Berlino e affrancatura ordinaria italiana essendo la stessa imbucata a Genova, ha in calce il numero 20000 (fig. 13).

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              Fig. 13 Lettera oceanica inviata il 17.4.1933 dal MENES al
                            KULMERLAND, con destinazione Berlino
                                    (dimensioni reali 204 x 264 mm)

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                   Fig. 13B Busta con cui è stata recapitata la lettera oceanica
                   di fig.13, con affrancatura italiana essendo stata imbucata a Genova

La Marconi attua il servizio di lettere oceaniche in tutto il mondo. La busta ha l’intestazione relativa alla società del paese dell’imbarcazione cui appartengono gli operatori a bordo della stessa, e viene affrancata con i francobolli del paese del porto di arrivo. Ecco alcuni esempi:

·        La busta timbrata con data 31.3.1920 è purtroppo mancante del messaggio interno e non si può quindi stabilirne la provenienza; sul retro c’è un timbro lineare “Porto di Alessandretta” (fig. 14).

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            Fig.14 Busta di lettera oceanica della Compagnia Internazionale
                             Marconi Spedita da Napoli il 31.3.1920

·        Lo stesso vale per la lettera oceanica raccomandata datata 5 febbraio 1923 da New York a East Orange, NJ, sul cui retro c’è peraltro il riferimento al piroscafo Cedric (fig.15).

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           Fig. 15 Busta lettera oceanica della Marconi Internazionale
            Marine Communication Spedita da New York il 5.2.1923

·        Il messaggio accettato a bordo del piroscafo Carso il 2 febbraio 1926 è stato trasmesso al Salina, che lo ha inoltrato al mittente per raccomandata, presso la Succ. 1 di Via Balbi a Genova, suo porto di attracco (fig.16).

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                  Fig. 16 Messaggio trasmesso dal Piroscafo CARSO
                                            al SALINA il 2.2.1926

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                    Fig.16B Busta spedita da Genova con cui è stato
                              inoltrato per posta il messaggio di fig. 16

Forme analoghe di lettere oceaniche sono utilizzate in altri paesi, d’intesa con le Poste interessate; ne sono esempi le Radio Brev danesi della Danks Radio Aktieselskab, costituita da un gruppo di armatori per le comunicazioni marittime, le omonime norvegesi, le Radio Letter della SAIT belga.

I Radiotelegrammi

Alla fine del conflitto mondiale, Marconi ribadisce la necessità di approfondire gli studi sulla propagazione e soprattutto comincia a rivalutare le onde “corte”, le onde di lunghezza molto inferiore a quelle correntemente in uso negli impianti in funzione. Nel 1922, parlando all’Institute of Radio Engineers di New York, lo scienziato dice che se la loro applicazione avrà successo “potrebbe essere di grande aiuto ai naviganti”. Marconi inizialmente ne esalta le caratteristiche di direttività, cioè la possibilità di poterle indirizzare verso una determinata direzione, ma poi si accorge di altre caratteristiche importanti, quali l’efficienza, in quanto permettono di raggiungere distanze considerevoli con potenze anche modeste, la capacità di superare gli ostacoli e la più ridotta sensibilità per le interferenze e i disturbi atmosferici.

I progressi nelle tecnologie e l’evoluzione organizzativa forniscono le condizioni per realizzare il collegamento diretto tra la nave e una ben definita stazione di terra, ad esempio Coltano in Italia, la già citata Norddeich e Rügen. Nascono così i “Radiotelegrammi” (o “Radiogrammi”, che quando sono gestiti dalla Marconi diventano “Marconigrammi”) e i “Telegramma lettera marittimi”. Un intercalare del libretto emesso dalle Poste britanniche per ricordare la storia del quotidiano The Times riproduce uno dei Marconigrammi, pieno di critiche e di consigli anche su questioni di dettaglio, con cui the Chief, il Capo (o meglio il padrone) del giornale, Lord Northcliffe bombardava il direttore e il manager del giornale (fig. 17).

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                                   Fig. 17 Intercalare del libretto emesso in Inghilterra 
                                                      per commemorare il "Times"

Le poste reclamizzano questi servizi sugli annulli, nei libretti di francobolli e sul retro dei telegrammi. (fig. 18, 19, 20)

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                            Fig. 18 Pubblicità delle trasmissioni radio sul mare

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                     Fig. 19 Pubblicità dei radiotelegrammi su un libretto di francobolli

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                   Fig. 20 Pubblicità per radiotelegrammi sul retro di un telegramma

In questo modo chi vuole inviare un telegramma, sia da terra (shore to ship) che da bordo (ship to shore), ha due possibilità, con costi diversi:

a)      Il Telegramma lettera marittimo, che ha un costo inferiore (25 pfennig a parola); esso viene presentato ad un ufficio postale che lo inoltra per lettera alla stazione radio costiera e da questa è poi trasmesso alla nave. Analogamente i messaggi dei passeggeri sono trasmessi dalla nave alla stazione costiera e fatti proseguire al destinatario come lettera, in busta chiusa con finestra, che permette di leggere l’indirizzo scritto sulla lettera.

·      Il telegramma lettera marittimo (Schiffbrieftelegramme) della Reichpost del 20.5.39 è abbellito dal disegno che mostra il collegamento tra la stazione radio di Norddeich e un piroscafo in navigazione (fig. 21).

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                       Fig. 21 Telegramma lettera marittimo del 20.5.1939

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                                Fig. 21B Busta del telegramma di fig. 21

·      In occasione delle feste di Natale 1935 e di Capodanno 1936 l’ Amalgamated Wireless Australasia (AWA) introduce i Radio Greetings, che sono dei telegrammi lettera marittimi natalizi. Quello illustrato (fig. 22)

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                         Fig. 22 Radio Greetings (telegramma lettera natalizio)

proviene dall’Orama ed è stato ricevuto dalla stazione radio costiera di Sidney, che ha provveduto a compilare lo speciale biglietto d’auguri e ad inoltrarlo per posta in una busta ad hoc, con annullo che reclamizza gli “auguri per telegramma”. All’interno della busta si trova anche un bigliettino che spiega le modalità di servizio e fornisce i nomi della nave e della stazione ricevente.

·      Anche il telegramma lettera marittimo (Ship letter telegram) delle Poste britanniche del 8.8.36 è anch’esso illustrato: dalla nave da guerra Devonshire è stato ricevuto dalla stazione di terra del GPO a Bridgewater e di lì avviato a destinazione, a Plimouth (fig. 23).

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              Fig. 23 Telegramma lettera marittimo (Ship letter telegram)
              delle poste britanniche del 08.08.1936 inviato dalla nave
                                 da guerra Devonshire

b) Il Radiotelegramma (55 pfennig a parola) viene trasmesso attraverso il normale circuito telegrafico sino alla stazione costiera e da questa alla nave (o viceversa).

·      Radiotelegramma dal King Alexander a Londra, e di qui ritrasmesso all’Ufficio Telegrafico Principale di Genova via Italoradio (6 marzo 1929). Sul suo retro si reclamizzano le più economiche e convenienti “Radiolettere WLT” della stessa compagnia. (fig. 24)

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      Fig. 24 Radiotelegramma "Via Italo Radio" trasmesso dal KING ALEXANDER

L’Italoradio è una delle due compagnie operanti in Italia (l’altra è la SIRM, subentrata nel 1927 alla Compagnia Italiana Marconi), che nel 1941 entrerà per fusione dell’Italcable.

·      Radiotelegramma della DEBEG shore to ship, da Brema alla Cap Norte via Norddeich Radio). Notare la tiratura di 80.000 copie (fig. 25).

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  Fig. 25 Radio telegramma della DEBEG shore to ship da Brema alla CAP NORTE

·      Marconigramma “via Marconi” e relativa busta, ricevuto alla Radio House della Compagnia al Cairo il 15 gennaio 1929 (fig. 26).

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Fig. 26 Marconigramma gestito dalla Marconi Radio Telegraph Company
of Egypt S.A. con relativa busta

·      Il Radiotelegramma della Amalgamated Wireless Australasia si riferisce al collegamento radio con la Lord Howe Island, una dipendenza della Nuova Galles del Sud nel Pacifico; all’epoca (18.2.34) non c’erano collegamenti regolari con la madre patria, per cui questi messaggi fornivano l’unica possibilità per comunicare tempestivamente. In questo caso il messaggio parte da Mosman, presso Sidney: un padre informa il figlio che la lancia lo ha trasportato sano e salvo a casa (fig. 27).

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                      Fig. 27 Radiotelegramma della Amalgamated Wireless

·      Un Marconigramma shore to ship particolarmente interessante (fig. 28).
      
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       Fig. 28 Marconigramma Shore to ship, dell' 8.5.1945, data della resa tedesca

È datato 8 maggio 1945. Esso proviene dal British Wireless Marine Service e comunica alla flotta mercantile in navigazione, la resa della Germania fornendo le istruzioni di servizio sui comportamenti da tenere.

Tra i protagonisti del servizio di radiotelegrafia intercontinentale c’è anche la Radio Corporation of America, nata nel 1919 dalla vendita dell’American Marconi Company, impossibilitata a far fronte agli investimenti richiesti dal suo programma di espansione. La RCA, guidata dal mitico David Sarnoff, entrato nell’American Marconi Company da ragazzo, si lancerà poi nel radio broadcasting e nella produzione di dischi, che diverrà il suo core business (fig. 29).

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                           Fig.29 Affrancatura meccanica della RCA Radio
                                        Corporation of America, nata nel 1919
                                   dalla vendita dell'American Marconi Company

A questo punto non posso non ricordare una fortunata trouvaille di qualche anno fa (fig. 30):

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                             Fig. 30 Cartolina illustrata battezzata "Radio - Telegram"

una cartolina illustrata battezzata “Radio-Telegram”. Il testo, a stampa, racconta i dettagli di un viaggio a bordo del Grosser Kurfüsts della Norddeutscher Lloyd ed è stato trasmesso dalla radio della nave al suo arrivo a Spitzbergen, nelle Svalbard, alla sede di Brema il 21 giugno 1913 ed il giorno seguente è stato stampato sulla cartolina, il cui indirizzo è stato probabilmente preparato da un passeggero.

Conclusione

Nella Conferenza Internazionale di Telegrafia e Radiotelegrafia di Madrid (1932, fig. 31)

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       Fig. 31 Conferenza Internazionale di Telegrafia e Radiotelegrafia di Madrid del 1932

l’Unione Telegrafica Internazionale decide di mettere insieme i due regolamenti internazionali vigenti, la Convenzione Telegrafica Internazionale del 1865 e la Convenzione Radiotelegrafica Internazionale del 1906, dando vita alla Convenzione Internazionale per le Telecomunicazioni. Viene anche deciso di cambiare il nome dell’organizzazione in Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT). Questa denominazione riconosce il nuovo stato dei fatti e mette insieme due percorsi tecnici, organizzativi ed industriali che hanno ormai preso una direzione comune, che considera ogni forma di comunicazione elettrica, sia essa via cavo o via radio.

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